Puglianello, parrocchia “San Giacomo Apostolo” accoglie una famiglia di rifugiati del Mali

131

PUGLIANELLO – Una bellissima storia di accoglienza ed integrazione arriva dal comune di Puglianello. Una di quelle storie che di questi tempi, fatti di paure, speculazioni elettorali e diffidenze, accendono nuovamente la speranza.

La Parrocchia “San Giacomo Apostolo” di Puglianello ha accolto una famiglia di rifugiati politici del Mali. La casa, dove alloggeranno i rifugiati, è stata messa a disposizione gratuitamente da una famiglia del comune telesino.

“E’ arrivata la famiglia che aspettavamo! – si legge nel comunicato della parrocchia, apparso sul sito della Diocesi di Cerreto – Telese – Sant’Agata de’ Goti – Viene dal Mali. C’è il papà, Amadu, la mamma Aissata, Hamidau di 19 anni, Maissa di 17 e la piccola Fatima di 2 anni e mezzo. Amadu è un professore di Biologia, mentre Aissata è ostetrica. Sono venuti qui in Italia come rifugiati politici a motivo della situazione pericolosa e precaria del loro Paese. Sono rimasti molto contenti dell’accoglienza calorosa ricevuta e della casa che abbiamo preparato per loro.

La casa è stata messa a disposizione gratuitamente da una famiglia della nostra comunità. Grazie all’opera di volontari del nostro paese (imbianchini, falegnami, elettricisti e idraulici, giovani e signore piene di buona volontà) è stata tinteggiata, abbiamo portato e montato mobili, è stata arredata ed ora è pronta per essere abitata. Ci sono stati donati mobili, biancheria, utensili da cucina, arredo da bagno.

Sono state necessarie delle spese e ancora sicuramente dovremmo affrontarne, perciò abbiamo pensato di costituire un gruppo di solidarietà che si impegna a sostenere questa famiglia fino a quando non ce la farà a camminare da sola. Ognuno decide quanto può e quanto sente di poter donare. Amadu attualmente ha un lavoro saltuario a Roma che vuole mantenere viaggiando, mentre il resto della famiglia resta qui.

Ci stiamo avventurando in un’impresa ardua! Qualcuno potrà pensare o dire: perché lo fanno? Ma chi glielo fa fare? Lo facciamo perché un “folle” di nome Gesù duemila anni fa ci detto che dobbiamo amarci gli uni gli altri, ci ha detto di accogliere lo straniero, che neppure un bicchiere d’acqua donato con amore sarà dimenticato, che quello che abbiamo fatto al più piccolo dei nostri fratelli l’abbiamo fatto a Lui.

Allora la motivazione diventa comprensibile: lo facciamo perché crediamo nell’amore, lo facciamo perché siamo convinti che solo un cuore accogliente potrà salvare il mondo, lo facciamo perché crediamo nella dignità della persona e che ogni essere umano ha diritto a vivere una vita serena e pacifica, lo facciamo perché non abbiamo il diritto di essere felici da soli, lo facciamo perché non possiamo rimanere sordi davanti al grido di tanti disperati che bussano alle nostre porte, lo facciamo perché il sorriso che riusciamo a portare sul volto di un bambino, di una mamma o un papà riscalda il cuore…. Lo facciamo perché papa Francesco ha chiesto ad ogni parrocchia di accogliere una famiglia di profughi! Forse siamo degli illusi se pensiamo che questo basti… Sarà solo una goccia… Ma l’oceano è fatto di tante, infinite gocce e a noi è chiesto di dare la nostra! Sarà solo una scintilla di bene, ma può bastare e forse “scatenare”, per contagio, tante altre scintille di bene! Il Signore guidi ogni nostra scelta, ogni nostra azione, ogni nostro gesto”.

 

Home