Putin espatria in Ucraina: Non so quando finirà la crisi. Ma l’Europa: Ha una settimana

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BRUXELLES – La sfida della Russia è compiuta. Il Cremlino ha portato migliaia di soldati e di blindati oltre il confine, in territorio ucraino, come testimoniano foto satellitari scattate dalla Nato. 

E a Bruxelles, dove da poche ore si è trovato l’accordo per il presidente del Consiglio europeo e per l’Alto Rappresentante per la Politica Estera europea, l’argomento-Putin entra prepotente nella discussione. Bisogna decidere se comminare o meno nuove sanzioni alla Russia. Qualcuno propone l’aiuto all’Ucraina sulla scorta di quanto fatto con i Curdi contro l’Isis: armi. Il Consiglio europeo, per bocca di Herman Van Rompuy, presidente uscente, fa sapere che “la situazione è peggiorata”. 

Putin mostra i muscoli: “Se voglio mi prendo Kiev”, afferma. E aggiunge: “Non so quando potrà finire la crisi”. Ma il passaggio più importante è il seguente: “Devono essere immediatamente avviati negoziati sostanziali non su questioni tecniche, ma sull’organizzazione politica della società e sul sistema statale nel sud-est dell’Ucraina allo scopo di garantire incondizionatamente gli interessi delle persone che vivono lì”. Sempre Van Rompuy aggiunge che i 28 presidenti Ue hanno deciso di adottare “ulteriori passi significativi: l’Ue sta lavorando alacremente a nuove misure restrittive se la Russia non farà un passo indietro”. La Merkel conclude il concetto: “SIamo tutti d’accordo nell’evitare la crisi militare: dobbiamo risolvere il tutto per via politica”. 

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha poi corretto il tiro: “Putin è stato male interpetato – ha affermato Peskov -:non si riferiva alla necessità di creare nell’Ucraina dell’est lo stato di Novorossia, ma di colloqui inclusivi all’interno dell’Ucraina”.