Referendum, Sibilia (M5S): Il problema sono i partiti, non la Costituzione

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AVELLINO – “Prima di fare campagna elettorale per il SI’, il presidente del Consiglio avrebbe dovuto spiegare per quale motivo il partito di cui è segretario agisce in maniera non coerente rispetto a quelli che dichiara essere i suoi obiettivi”.

Carlo Sibilia, deputato avellinese del M5S, è stato invitato all’appuntamento del Teatro Gesualdo con Matteo Renzi in favore del SI’ al referendum, ma è rimasto a Roma. In compenso, nel suo intervento, Renzi lo ha nominato più volte, anche sulla questione delle indennità.

Sibilia, com’è questa storia dei diecimila euro al mese?

Falsissima, basata su una preoccupante incoerenza di fondo. Ci vendono questa riforma dicendoci che ci farà risparmiare – e può anche essere -, ma solo due giorni fa hanno bocciato la nostra proposta di dimezzarsi lo stipendio. Una proposta che ci avrebbe fatto risparmiare il doppio rispetto ai tagli previsti dalla riforma costituzionale. Malafede, oltre che incoerenza, perché è una storia che va avanti da tre anni. Loro parlano dei diecimila euro al mese, che in realtà sono tremila (e tutti rendicontati), ma non dicono che abbiamo restituito 18 milioni di euro al fondo per le piccole e medie imprese. Rispondono che ai lavoratori hanno ridato la dignità. E’ da questo che ti accorgi della malafede.

Venendo alla riforma, Luigi Famiglietti parla di una riforma che fa ripartire il Sud.

In due anni e mezzo quante ne hanno fatte di riforme che avrebbero fatto ripartire il Sud? Tremila! Il Jobs Act, i fondi alle imprese, lo Sblocca Italia. Per tutte le volte che lo hanno fatto ripartire, questo Sud oggi doveva stare sulla Luna, e invece è ulteriormente peggiorato. Bisogna essere onesti intellettualmente ed evitare spot e annunci e valutare i fatti: per il Mezzogiorno non è stato fatto nulla, anzi lo hanno completamente trascurato. E questo è grave.

Matteo Renzi durante il suo intervento al Gesualdo
Matteo Renzi durante il suo intervento al Gesualdo

4 dicembre, perché NO?

Ci dicono che si supera il bicameralismo perfetto, ma non ci dicono che si va a finire nel bicameralismo perverso. Ci dicono che viene accelerato il processo legislativo, ma due giorni fa (sempre sulla questione delle indennità, ndr) chi lo ha rallentato? Sempre loro, sempre il Pd, rimandando la legge in commissione. E così accade per quel 20% di proposte di legge assegnate alle opposizioni: ogni volta che c’è una proposta di legge del M5S, il Pd la blocca, in una maniera o in un’altra. L’abolizione di Equitalia, la riduizione delle tasse per gli studenti universitari e, appunto, il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari. Tre argomenti sui quli si poteva discutere ma che vengono affossati.

La morale qual è?

Più che una morale, è una dimostrazione: non è la Costituzione il problema, piuttosto è la mancanza di volontà da parte di alcuni partiti.

E quindi come bisogna agire?

Bisogna partire da riforme costituzionali non imposte dal governo, come invece avviene nei regimi. Calamandrei diceva che quando si tocca la Costituzione l’esecutivo dovrebbe stare fuori dall’aula, e io condivido in toto questa impostazione. Oltretutto, tra i nuovi padri costituenti ci sono la Boschi e Verdini, condannato in primo grado per corruzione.

Referendum costituzionale

Ieri Renzi l’ha citata varie volte durante l’intervento al Teatro Gesualdo.

Nessuno più segue il pifferaio magico e il pifferaio sfarfalla. E poi l’ha detto lei, al teatro. Renzi e il Pd di Avellino si trovavano nel loro habitat naturale.

Un’ultima domanda: domani sera va in onda il confronto su La7 tra Renzi e De Mita: vuoi vedere che il M5S si troverà a dover fare il tifo per Nusco?

Tifo? Nel senso della malattia? I siparietti che sta mettendo su Mentana sono piuttosto discutibili, perché non rendono giustizia alle ragioni di ambo gli schieramenti. Oltretutto, mettere da un lato un dinosauro della politica, nel quale gli spettatori non vedono di certo il futuro, e dall’altro il “bamboccio” che racconta la favoletta, presuppone che ci sia un arbitro, un tertium inter pares, che non sia parte del gioco.