Referendum, stasera confronto De Mita – Renzi: esito già scritto?

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La battaglia referendaria è già nel vivo. Il voto del prossimo quattro dicembre andrà ad incidere profondamente, qualunque dovesse essere il risultato delle urne, sugli equilibri politici del Paese.

Le ragioni del Sì e del No si affrontano ormai da giorni a colpi di slogan, più o meno fantasiosi, con la trama costante e soprattutto malcelata di un’estrema personalizzazione del voto. Semplificando e banalizzando, ma neanche tanto in verità, sembra di trovarci di fronte ad un quesito referendario che testualmente recita: Renzi sì – Renzi no?

Matteo Renzi, appunto. Il baricentro del sistema politico del Paese, catalizzatore di grandi simpatie ed altrettanto forti contestazioni, il Presidente del Consiglio che più di tutti (sì, finanche più di Berlusconi) ha fatto introiettare e consegnato all’Italia un’ineludibile approccio manicheo alla politica.

La logica che guida l’operato di Renzi non ammette sfumature di senso: è il “nuovo” contro “il vecchio” a scontrarsi, chi non si ammanta di inguaribile ottimismo per forza di cose  si ritrova ad essere un “gufo”,  o con Marchionne o con il Sindacato, o dalla parte dei parrucconi o dalla parte degli utilizzatori maniacali di Iphone, o con la Fiorentina o con la Juventus.

Matteo Renzi si nutre di contraddizioni forti. L’elettorato italiano, diseducato da anni alla complessità, si adegua. Il Movimento Cinque stelle rincara la dose. Chiunque tenti la strada della “problematizzazione” appare come reduce nostalgico dei congressi fiume del PCUS.

Stasera Matteo Renzi si confronterà alle 22,30, su La7 con Ciriaco De Mita. Si parlerà di referendum? Sbagliato. Stasera, con ogni probabilità, si discuterà dell’immaginario collettivo tanto caro alla narrazione renziana: un Presidente del Consiglio (un tempo) aspirante rottamatore che mostrerà la sua alterità rispetto al “vecchio sistema” della Prima Repubblica, plasticamente ed oggettivamente incarnato da Ciriaco De Mita.

Da parte sua, il sindaco di Nusco, tenterà di percorrere la strada del ragionamento, proverà ad attenersi al “merito” dell’ipotesi di riforma, si soffermerà su questioni quali democrazia, equilibri istituzionali, bilanciamento dei poteri. In sostanza: avrà perso in partenza.

Qualche giorno fa l’arguta penna di Alessandro Giglioli ha descritto la battaglia referendaria in termini di “sineddoche”. Orbene, la sineddoche è quella figura retorica con la quale si usa figuratamente una parola di significato più ampio o meno ampio di quella propria: per es. una parte per il tutto ( prora per nave ). Ecco, stasera molto verosimilmente ci troveremo di fronte ad una sineddoche del reale: Renzi ed il “sì” espressioni di un mondo che cambia, De Mita ed il “no” a difesa di vecchi sistemi.

Le cose ovviamente sono molto, ma molto più complicate di così. Una bella e sana discussione sul senso di questa riforma costituzionale potrebbe aiutare a rendercele più chiare. Ma in tutta onestà: in un dibattito tra “vecchio” e “nuovo” potrà mai esserci spazio per il destino della nostra Costituzione?