Rocca San Felice: la chiesa di Santa Felicita eretta a Santuario Diocesano

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Il paese di Rocca San Felice è in festa: l’Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, mons. Pasquale Cascio, ha accolto le suppliche della comunità e ha eretto la locale chiesa di Santa Felicita a Santuario Diocesano. Premiato così l’impegno del parroco, del consigliere comunale Marco Santoli e dell’intera amministrazione cittadina capeggiata dal Sindaco, dott. Guido Cipriano.

La chiesa di Santa Felicita è ubicata presso l’omonima località, a poca distanza dalla mefite (o mofeta), ossia una zona in cui è visibile un appariscente fenomeno di vulcanesimo minore – caratterizzato da fumarole e continue emissioni di vapore e gas ad elevata componente sulfurea –  che rende tutta l’area circostante arida ed inospitale conferendole un aspetto da paesaggio lunare.

rocca san felice
La mefite di Rocca San Felice

L’edificio sacro, divenuto ora Santuario, sorge sulle rovine di un precedente tempio dedicato proprio alla dea Mefite – da mefitis in lingua osca, ossia “colei che sta nel mezzo” e quindi dotata del potere di fare da raccordo tra opposti: cielo e terra, vita e morte – il cui culto risale al V-IV secolo a.C. Col tempo il santuario mefitico divenne un importante luogo di culto italico e di conseguenza meta di continui pellegrinaggi che avevano lo scopo di ingraziarsi la divinità invocata, tra l’altro, per la fertilità dei campi e per la fecondità femminile. L’intensa frequentazione del sito è dimostrata dall’ingente quantità di reperti rinvenuti in loco, tra cui monete, statuine, e tanti altri oggetti che possono essere considerati dei veri e propri ex-voto. Il culto pre-cristiano della dea Mefite durerà fino al IV secolo d.C. quando San Felice da Nola lo sostituirà con quello di Santa Felicita, martire del secondo secolo dell’era cristiana.

La mefite si trova nel cuore di quella che è la Valle d’Ansanto, ai confini tra i comuni irpini di Rocca San Felice, Guardia dei Lombardi, Torella dei Lombardi, Villamaina e Frigento: un luogo magico ed inquietante che mescola sacro e profano conservando ancora oggi quell’aura di paganitas christiana la quale si compone di leggende, dicerie, racconti che da sempre alimentano l’immaginario collettivo. L’importanza del posto è testimoniata dal fatto che di esso ne parla già Virgilio nella sua Eneide arrivando addirittura a collocare qui uno degli ingressi per il regno degli Inferi.