Sannio, questione migranti: i sindaci protestano e nascondono responsabilità

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SANNIO – Diciamo la verità, il sistema di accoglienza dei profughi in provincia di Benevento sta letteralmente scoppiando.

Dopo la riunione, tenutasi qualche giorno fa in Prefettura, nella quale è stata paventata la possibilità dell’arrivo di altri richiedente asilo, i sindaci del territorio sannita hanno fatto la voce grossa. Il sindaco di Castelvenere, Mario Scetta, ha addirittura minacciato di consegnare le dimissioni in caso nel suo comune dovessero arrivare altri migranti.

La questione è estremamente complessa. Detto in soldoni: il sistema attuale semplicemente non funziona.

Proviamo a capire il perché. Una schematizzazione può esserci utile:

Su cosa hanno ragione i sindaci?

I sindaci hanno ragione nel sottolineare l’assurdità di un sistema che non consente all’ente in alcun modo di intervenire sulla situazione.

Un sindaco può venire a sapere dell’arrivo di richiedenti asilo sul proprio territorio praticamente a cose fatte. Il rapporto diretto tra cooperative accreditate e Prefettura mette completamente fuori gioco le amministrazioni comunali.

Inoltre taluni sindaci (vedi Scetta) hanno anche ragione nel sottolineare l’iniqua distribuzione dei migranti sul territorio: a fronte di comuni che non ospitano alcun migrante (la stragrande maggioranza dei comuni in provincia di Benevento, in verità), vi sono comuni che forniscono accoglienza ad un numero di migranti che si aggira interno al 10% della popolazione totale.

Quali sono le responsabilità dei sindaci?

Nella gestione della questione migranti nel Sannio le responsabilità dei sindaci sono molteplici. Più o meno tutti i comuni hanno ragionato nell’ottica di un campanilismo miope: purché non vengano nel mio comune…

Tale atteggiamento ha determinato l’assurda ripartizione dei migranti di cui si diceva sopra. Ma l’errore più grande dei sindaci risiede nella cronica incapacità di questo territorio di immaginare una soluzione politica rispetto a tale questione (lo spiegava in maniera impeccabile qualche giorno fa Giancristiano Desiderio in un articolo apparso su Sanniopress.it). 

Spieghiamoci meglio. La possibilità degli enti locali di intervenire, ed in qualche modo di ‘controllare’ la questione migranti, esiste. Il meccanismo di accoglienza che la fa da padrone nel Sannio non è l’unico possibile. Come scrivevamo già qualche giorno fa, il Ministero degli Interni pubblica periodicamente i cosiddetti progetti S.P.R.A.R. (qui maggiori informazioni su cosa sono i progetti S.P.R.A.R). Partendo dalla considerazione pragmatica che l’arrivo di migranti nel nostro territorio è semplicemente “un fatto”, ovvero una condizione oggettiva che continuerà ad interessarci indipendentemente dalla nostra “volontà”, i comuni del Sannio si sarebbero dovuti attivare per tempo immaginando un sistema di accoglienza che vedesse gli enti comunali direttamente coinvolti.

Il numero di progetti S.P.R.A.R. attivati nel Sannio dai comuni, progetti che ripetiamo garantiscono un “controllo” pubblico sui numeri e sulle attività, oltre a garantire anche un ritorno economico per il territorio, sono semplicemente ridicoli.

La verità è che i sindaci, pur di evitare in qualsiasi modo scelte che potessero intaccare il loro consenso, hanno scelto di non scegliere . Ora si trovano al cospetto di un sistema che, di fatto, li taglia fuori completamente da ogni tipo di decisione.

Per chiudere: la questione migranti va affrontata senza le lenti distorte di un approccio ideologico. Vanno individuate soluzioni politiche, magari utilizzando strumenti già presenti. Il tempo per rimandare è già abbondantemente finito.