Centinaia di bambini agli scavi di Aeclanum per l’open day archeologico

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Si è svolto presso la zona archeologica di Aeclanum in Mirabella Eclano l’open day che ha coinvolto oltre 400 bambini. L’evento è stato organizzato e curato da Apolline Project a cui partecipano studenti di archeologia dell’Università di Edimburgo impegnati per il terzo anno consecutivo in una campagna di scavo.

Dopo un primo momento teorico in cui sono state spiegate le nuove scoperte archeologiche illustrando al contempo lo stile di vita degli antichi Romani e in particolar modo degli antichi Aeclanesi, i piccoli ospiti si sono entusiasmati grazie ai numerosi laboratori didattici ed interattivi che li hanno visti protagonisti. Tanto divertimento, dunque, non solo per bambini e ragazzi ma anche per gli adulti che si sono lasciati coinvolgere nei tanti momenti ludici ed educativi proposti.

Continuano, allora, le attività e gli eventi organizzati per mantenere viva l’attenzione su Aeclanum, un sito solo parzialmente riportato alla luce e che ha ancora tanto da rivelare. La località fu abitato sin dal V secolo a.C. da una popolazione di stirpe osca. A partire dal III secolo a.C. divenne uno dei centri Sanniti più importanti dell’Irpinia: questo ci è testimoniato dal fatto che Silla, dopo la conquista di Pompei, si mosse direttamente verso Aeclanum ignorando città come Nola e Abellinum. Successivamente divenne prima municipium romano e poi assurse allo status di colonia. La città era accessibile dalla Via Appia che attraversa l’abitato da ovest a est. Gli scavi archeologici, avviati nella prima metà del 1900, hanno riportato alla luce, tra gli altri edifici, il macellum, le terme, una grande domus, la basilica paleocristiana, nonchè resti delle mura ci cinta con ruderi delle antiche porte di accesso alla città.