Stati Generali della Zeza e la rivalutazione dei carnevali irpini

135

A Montoro il 14  e 15 febbraio “Stati Generali della Zeza”, un evento di approfondimento sullo stato di salute della Zeza in Campania ed in Irpinia

“Stati Generali della Zeza” è un evento culturale, organizzato dall’Associazione Culturale Il Simposio di Montoro e dall’ US. Acli BorgoSalus del Dott. Massimo De Girolamo, che si svolgerà a Borgo di Montoro il 14 e 15 febbraio prossimi, alla presenza del Presidente della Provincia di Avellino Domenico Biancardi.

Al centro dell’evento che prevede convegni, laboratori, workshop, spettacoli, studi e approfondimento sullo stato di salute della “ZEZA” in Campania ed in particolare delle Zeze irpine, la rivalutazione e la riproposizione qualitativa delle nostre tradizioni.

La Direzione artistica e il Coordinamento scientifico culturale dell’evento è del Dott. Valerio Ricciardelli, originario di Montoro, presidente dell’Associazione Il Simposio, antropologo, etnopsichiatra, etnopsicologo, compositore e autore, nonchè Docente Discipline dello Spettacolo e Musicoterapia Università Vanvitelli di Napoli, e Politecnico internazionale di Vibo Valentia.

zeza
Valerio Ricciardelli

Un evento dall’alto spessore culturale che porta in Irpinia relatori dall’alto profilo e che, in questa due giorni tutta dedicata alla tradizione del Carnevale, contribuirà a mettere in risalto le origini e i significati simbolici legati alle maschere delle rappresentazioni carnascialesche irpine, alcune delle quali ormai scomparse.

Stati generali dell Zeza nasce proprio dall’esigenza di riportare al centro del Carnevale i sensi ed i significati antichi della tradizione che nel corso del tempo si sono smarriti. Dove è finito l’orso carnevale? e la zingara ed il re carnevale?

A risponderci è il dott. Ricciardelli che proprio in questo periodo sta ultimando un testo dal titolo “L’Orso carnevale” incentrato sulle figure degli animali totemici, sulle maschere apotropaiche che nascevano per allontanare la malasorte (αποτρεπειν – apotrepein in greco antico): «Queste maschere si sono smarrite e con esse il signficato simbolico che le caratterizza, è necessario tornare a vecchie ma efficaci dinamiche di trasmissione culturale per far rinascere le tradizioni dei nostri territori».

Le maschere dovevano essere mostruose, in grado di spaventare gli spiriti maligni e tenerli distanti dall’abitazione, così come l’orso lunare che simboleggia il risveglio della natura, rappresentava il risveglio che esplode nelle manifestazioni della Zeza e che segna l’arrivo della primavera.

La poesia comico-satirica che nasce proprio con le atellane e che è fortemente radicata nel territorio montorese, così come il linguaggio greve ed osceno sono caratteristiche di una rappresentazione carnascialesca che oggi è stata forse snaturata e tradita nel tentativo di renderla più attraente dal punto di vista commerciale.

Sopprimere tali aspetti vuol dire sopprimere le tipicità che contraddistinguono ogni singola realtà locale.

Un evento trasversale a cui parteciperanno con workshop e rappresentazioni  le Zeze di Montoro, Mercogliano, Monteforte Irpino, Capriglia Irpina, San Potito di Roccapiemonte (SA).

Il Coordinamento culturale dell’evento è di Alessia Scozzese mentre il Responsabile scientifico è Cinzia Vigilante.

zeza