Stranieri artigiani, in Irpinia la maggiore percentuale. Confartigianato: Sì al decreto Autoimpiego

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AVELLINO – Cresce in Irpinia il numero di imprese artigiane guidate da stranieri, al punto che la provincia di Avellino fa registrare la percentuale più alta della Campania.

Secondo un’indagine di Unioncamere e InfoCamere riferita al 30 settembre 2014, su 7.208 aziende artigiane presenti in Irpinia il 7,1% è diretta da uno straniero. Segue la provincia di Salerno con il 6,3%, quella di Caserta con il 6,1%. Chiudono la graduatoria il Sannio con il 5,7% e la provincia di Napoli con il 2%.

“Il dato che viene fuori da questa analisi – evidenzia il presidente di Confartigianato Avellino e numero uno di Confartigianato Campania, Ettore Mocella -, dimostra il crescente impegno nel settore di cittadini di altre nazionalità. Tra il 2011 e il 2014 il nostro comparto ha visto diminuire le imprese a livello nazionale, con 76mila attività che hanno chiuso i battenti. Di contro, è aumentata la componente straniera con un incremento pari a 7.400 unità. Questo dimostra che è possibile l’integrazione attraverso il lavoro. In quest’ottica la nostra associazione è pronta ad organizzare, potendo contare sul supporto delle istituzioni, corsi di formazione per giovani immigrati presenti sul territorio. In tal modo – prosegue Mocella – si potranno aiutare coloro che effettivamente hanno voglia di impegnarsi favorendo un percorso di inserimento sociale con la possibilità di sbocchi occupazionali, sia in Italia sia all’estero”.

Si tratta di una delle diverse azioni condotte da Confartigianato, che ora opera nella nuova sede di via Nazionale Torrette di Mercogliano. Tra le altre attività, quelle dedicate a favorire la nascita di nuove imprese. In merito, il presidente Mocella è particolarmente critico nei confronti del governo che ha deciso la sospensione dei fondi previsti dal D.LGS 185/00 – titolo II –  in favore dell’autoimpiego e della microimprenditorialità giovanile. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi.

Ettore Mocella Confartig

“Tali agevolazioni – sottolinea Mocella – si sono dimostrate una misura particolarmente utile ed efficace, con riferimento alla gestione e al finanziamento dei fondi per l’imprenditoria giovanile, erogati dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) attraverso Invitalia. Questi incentivi hanno consentito nel Mezzogiorno l’avvio di tante nuove e valide piccole attività imprenditoriali, con positivi e significativi riflessi occupazionali anche in tanti settori produttivi nell’indotto. In questi anni hanno favorito la nascita di oltre centomila piccole aziende, soprattutto da parte di giovani e donne disoccupati, con l’occupazione stabile di circa 220.000 persone”.

Un recente studio del Parlamento Europeo­ mostra come l’Autoimpiego e Smart&Sta­rt siano tra le politiche di maggior success­o applicate in Europa a sostegno dell’autoimprenditorialità. Lo dice il rapporto diffuso il mese scor­so da Strasburgo sulle miglior­i iniziative a sostegno dell’occupazione­ e dell’imprenditorialità giovanile negl­i Stati membri. A confronto le iniziativ­e avviate in Francia, Germania, Italia, ­Spagna, Irlanda, Portogallo, Repubblica­ Ceca, Grecia, Danimarca, Polonia ed Est­onia.

Confartigianato

Nonostante le sollecitazioni da parte di tecnici, professionisti, associazioni di categoria e a seguito di incontri presso la Presidenza del Consiglio per cercare di recuperare questo intervento, ad oggi non ci sono stati positivi riscontri alle pressanti richieste. Il Centro-Sud ha bisogno di tutto fuorché di ulteriori tagli. Pensare di eliminare i pochi strumenti di sostegno all’imprenditorialità giovanile significa predisporre un pericoloso percorso ad ostacoli che mortifica le possibilità e le capacità di chi ha ancora voglia di investire e di fare impresa”.

“Le agevolazioni finanziarie presenti nel decreto “Autoimpiego” si sono rivelate l’unico mezzo a disposizione di quei giovani che sognano di avviare una propria attività ma non hanno la possibilità di accesso al credito. Non è pensabile di eliminare questo tipo di incentivi in un periodo di drammatica crisi economica ed occupazionale e soprattutto in un territorio, come quello del Centro-Sud, già fortemente a rischio di desertificazione industriale e dove è ripreso prepotente il fenomeno dell’emigrazione. E’ paradossale che nonostante i risultati brillanti della misura e dopo i numerosi slogan si sospendono le uniche misure in favore di tanti giovani del sud che vogliono avviare un’impresa. Sarebbe utile – conclude il presidente Mocella – promuovere nel più breve tempo possibile un tavolo di discussione tecnica per rilanciare iniziative a favore del Meridione”.