Taurasi: presentazione del libro “La mafia è buona”. Attesa anche Maria Elena Boschi

133

Giovedì 13 dicembre a Taurasi verrà presentato il libro “La mafia è buona” scritto dal magistrato Catello Maresca e dal giornalista Paolo Chiariello per i tipi della Rogiosi Editore. L’incontro è in programma alle ore 16.30 presso Palazzo Ferri-Mazzeo dove sono attesi numerosi relatori tra cui l’onorevole Maria Elena Boschi.

Ricco il parterre con tanti ospiti illustri, ognuno dei quali darà al dibattito il proprio contributo in base alla sua esperienza e al suo ricco bagaglio professionale. Introduce l’avv. Lorenzo Mazzeo, Presidente dell’Associazione Ofanto Express e dell’Associazione Ofantiadi; farà da moderatore il giornalista Annibale Discepolo.

Dopo i saluti istituzionali dell’on. Vito De Filippo, socio fondatore Centro Studi Ferri-Mazzeo, e del dott. Mario La Montagna, Commissario del Comune di Taurasi, interverranno: l’on. Maria Elena Boschi, deputato; la dott.ssa Doriana Buonavita, segretario regionale Cisl Campania; il dott. Michele Mazzeo, magistrato della II sezione “Misure di Prevenzione” del Tribunale Penale di Napoli; l’on. Gennaro Migliore, deputato; don Tonino Palmese, vicario episcopale della Chiesa di Napoli per la Giustizia, presidente della fondazione Pol.I.S., Politiche integrate di sicurezza per le vittime innocenti della criminalità ed i beni confiscati; l’on. Giancarlo Pittelli, avvocato e politico; l’on. Francesco Urraro, Senatore della Repubblica, componente la commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali. Saranno presenti anche gli autori Catello Maresca e Paolo Chiariello.

La mafia è buona è un testo che vuole far riflettere attirando l’attenzione del lettore non tanto sui fatti di sangue o di cronaca nera, bensì sulle attività imprenditoriali della mafia e sulla sua capacità di riciclare denaro sporco derivante da affari illeciti andando ad investirlo per finanziare attività di per sé lecite e legali. Il libro si pone anche come inchiesta che prova a spiegare perché la mafia non può considerarsi sconfitta e perché la parola mafia è sparita da anni dall’agenda politica del Paese.