Telese Terme, Gianluca Aceto: a guardare le deleghe si resta costernati

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TELESE TERME – Continua il vivace dibattito politico che sta caratterizzando in questi giorni la cittadina termale. Stavolta si registra un duro  commento del consigliere comunale del gruppo “Telese Bene Comune” Gianluca Aceto.

Il tema è quello che sta monopolizzando il dibattito politico telesino nella giornata di oggi: l’assegnazione delle deleghe da parte del sindaco Carofano.

Sulle scelte del primo cittadino Gianluca Aceto è netto; un giudizio che non lascia spazio a dubbi:

Le deleghe sono imbarazzanti: si rimane costernati. Giunte a oltre due mesi dalle elezioni, danno il senso dello scontro interno che ha animato la sofferta scelta del sindaco. Anzi, del Supersindaco. Fa tutto lui! Il mio discorso è politico e non sulle persone, voglio sottolinearlo”.

“Non c’è la delega al turismo – continua Aceto – il che dimostra il reale valore del programma elettorale del sindaco e dei suoi. Incredibile. Manca anche la pianificazione urbanistica. È evidente che, in mancanza di delega, il Supersindaco diventa Ipersindaco.

Viene smembrata la delega alle politiche energetiche, ridotta al solo risparmio energetico. Viene pure divisa dall’innovazione e dalla ricerca. Cosa che dimostra l’inconsapevolezza della programmazione europea. Si introduce la delega alla smart city che – in questo quadro – appare una mera etichetta.

Abbiamo l’assessore Guido Romano con una sola delega – allo sport – mentre il penultimo eletto, Carmine Covelli, addirittura rafforza il suo ruolo assommando manifestazioni e spettacoli, reti tecnologiche, politiche giovanili, protezione civile, innovazione e ricerca.

Non c’è una delega unitaria a patrimonio e manutenzione – sottolinea ancora Aceto – cosicché troviamo, in forma di coriandoli, arredo urbano e verde pubblico per l’assessore Teresa Teta, manutenzione e cimitero per il vicesindaco Francesco Bozzi. Se invece i problemi interessano il viale Minieri la delega è di un terzo soggetto, l’ex vicesindaco Giovanni Liverini.

Non è finita qui. Vi è anche la straordinaria divisione dei lavori pubblici. Sempre che non siano sul viale Minieri, sono del sindaco. A parte quelli da completare: anche questi qui sono di Liverini, che è a capo di un intrico informe che comprende anche la cultura. Ricordo che le reti tecnologiche (fognante e idrica) sono appannaggio di Covelli.

Tranne Bozzi, le deleghe di teta, Romano e di Mezza sono davvero misere e non giustificano un assessorato a testa. L’avvocato Di Mezza ha però motivo di sorridere: oltre al contenzioso, da sempre nel suo mirino, potrà contare  – udite udite – su “rapporti con il mondo religioso”. Qui ci muoviamo tra filosofia e teologia, tra ontologia e metafisica. Meraviglia telesina.

Che dire? Stento a credere – questa la conclusione – che questa insalata sia davvero l’organizzazione politica di Telese, la struttura su cui agganciare la programmazione 2014-2020. Spero  che qualcuno mi dica che è stato uno scherzo dell’addetto stampa del comune. Che altro posso dire?”