Tumore del polmone, ecco il nanofarmaco: Gridelli guida una nuova sperimentazione

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AVELLINO – Si chiama nab-paclitaxel, ed è un nanofarmaco del quale sta per cominciare la sperimentazione contro il tumore al polmone tipico dei fumatori. Una sperimentazione a guida italiana. Irpina, per la precisione.

Sarà infatti il dottor Cesare Gridelli, Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell’Azienda Ospedaliera ‘Moscati’ di Avellino, a coordinare lo studio internazionale di fase III, ‘Abound’, avviato con il coinvolgimento di 300 pazienti. Una sperimentazione che si basa su studi già effettuati. E’ stato già evidenziato che nel combattere questo tipo di tumore, definito squamoso, il nab-paclitaxel agisce sul 41% dei pazienti, riducendo l’avanzamento della malattia. La sperimentazione, come detto, è guidata dall’Italia, per utilizzare la nuova molecola anche come terapia di mantenimento per tenere sotto controllo il cancro.

Rispetto ai trattamenti abituali, è stato dimostrato che il nanofarmaco riesce a far regredire il tumore del polmone nel doppio dei pazienti. Va ricordato che il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio per il carcinoma del polmone. La probabilità di svilupparlo è più alta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori.

Oggi potrebbe dunque rappresentare una svolta anche come terapia di mantenimento, successiva alla chemioterapia iniziale, con l’obiettivo di innalzare la percentuale di sopravvivenza proprio in una delle forme più aggressive, quella tipica dei fumatori.

“Le prospettive aperte da nab-paclitaxel – spiega Gridelli, che è anche presidente della Associazione Italiana Oncologia Toracica -, associato a carboplatino, un altro farmaco chemioterapico, stanno già cambiando la terapia standard. In particolare si è registrata una regressione delle dimensioni del tumore nel 41% dei pazienti”.

Medici ospedale

“Abbiamo perciò deciso di verificare con un altro studio l’efficacia della molecola come terapia di mantenimento successiva alla combinazione. Oggi, in questo tipo di tumore del polmone, dopo 4/6 cicli di chemioterapia si sospende il trattamento e la sopravvivenza è di circa un anno. Stiamo verificando in questo studio se la terapia di mantenimento è invece in grado di mantenere il risultato ottenuto con la chemioterapia iniziale, con prospettive importanti”.