Tumori Avellino, non solo stili di vita ma anche pressioni ambientali

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Stamane all’Ordine dei Medici di Avellino un’equipe di medici ambientali referenti dell’Isde ha fatto chiarezza sui dati del registro tumori

In Irpinia ci si dota finalmente di un registro tumori così come previsto per legge dal DL 179/2012.

Ma la qualità dei suoi dati non convince affatto il Comitato scientifico composto dai medici dell’Isde che stamane si sono riuniti in conferenza stampa presso l’Ordine dei Medici di Avellino per fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali.

tumori

Presenti al tavolo: il dott. Gaetano Rivezzi Presidente Isde Regione Campania, il dott. Antonio Marfella presidente Isde Napoli, il dott. Franco Mazza presidente Isde Avellino, il dott. Filomeno Caruso, Isde Bassa Irpinia-Valle Lauro, la sig.ra Anna Candelmom presidente Associazione Lotta per la Vita.

Il Comitato scientifico non ci sta alle conclusioni presentate lunedì scorso in occasione della presentazione del registro tumori ad Avellino: non si può affermare che l’ambiente e quindi l’inquinamento ambientale incida solo per il 2 % sul’insorgere dei tumori qui come nel resto della regione.

I dati non sono attuali, non si conoscono i parametri di confronto, non si è tenuto conto del valore incidenza tumori, ovvero dell’indicatore dei nuovi casi di tumore che si verificano nel periodo considerato, non ci sono dati sui mesoteliomi proprio qui nella terra dell’amianto dell’ex Isochimica smaltito un po’ ovunque, compreso nei corsi dei fiumi, non si tiene conto della localizzazione di dati, non si analizzano i dati per area geografica, ma nel suo complesso.

Insomma uno strumento nelle mani di una commissione di cui non fa’ parte neanche un tossicologo, un modo per dire che i dati forniti non vengono interpretati come dovrebbero. Questa è la denuncia che è stata fatta stamane da tutti i relatori, ognuno dei quali vanta una lunga esperienza nel campo oncologico e tossicologico.

Per tutti il Prof. Marfella ha ben sintetizzato i motivi alla base di un atteggiamento che rischia di continuare a creare false illusioni, di continuare a far credere alle popolazioni che va tutto bene, che non esiste una criticità ambientale in Irpinia, che se ci si ammala di tumore è perchè non si segue un corretto stile di vita.

Ma, come ribadisce il dott. Mazza, nello stile di vita esiste anche l’ambiente nel quale si vive, l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, la terra di cui ci serviamo per far crescere i prodotti alimentari destinati alle nostre tavole.

Continuare a negare che esista un inquinamento ambientale generato da un sistema industriale voluto in Irpinia negli anni post-terremoto e che mai si è dotato di un corretto smaltimento dei rifiuti, a partire dal sistema diagnostico ospedaliero, non può che generare delusione in tutti quei medici che da anni lottano per avere uno strumento valido come il registro tumori per avviare una riduzione delle emissioni di inquinanti.

Il registro tumori non può essere il contentino dato a chi ha lottato in tutti questi anni per il diritto alla salute di tutti i cittadini irpini che, per la maggior parte, non sanno e non possono saperne di parametri, percentuali, nessi causali ed incidenza, ma che hanno il diritto nel 2018 di sapere almeno la verità, visto che la loro terra è oggi protagonista di un processo giudiziario come quello dell’ex Isochimica con implicazioni a tutti i livelli istituzionali.