Unità d’Italia, dibattito a Flumeri con i bambini della “Benedetto Croce”

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FLUMERI – Novantotto anni fa, il 4 novembre 1918, un’altra Italia nasceva dopo il disastro di Caporetto.

Nasceva dopo aver vinto  una guerra, la più spaventosa guerra che fino ad allora il mondo avesse conosciuto. Una guerra vinta contro un altro Stato, che  da secoli dominava importanti regioni e che impediva la riunificazione dell’Italia, iniziata con la Prima guerra di Indipendenza del 1848. Oggi, nell’Italia della crisi economica e delle continue emergenze, ultima di esse il sisma che sta investendo il centro Italia, quella vittoria sembra quasi una leggenda.

Su tale tema si è discusso ieri mattina nel corso di un incontro-dibattito presso l’Istituto “Benedetto Croce” di Flumeri , organizzato dall’associazione di volontariato onlus “Bagliori di Luce di Flumeri“, con il patrocinio del Ministero  della Pubblica Istruzione “  Istituto Comprensivo F. De Sanctis “ di Villanova del Battista, il cui Dirigente è il Prof. Pietro Petrosino.

Hanno partecipato oltre agli alunni delle diverse classi , lo storico irpino Ottaviano De Biase, Don Claudio Lettieri, parroco di Flumeri, Angelo Lanza  sindaco di Flumeri, la scrittrice Gaetana Aufiero , Antonietta Raduazzo, presidente dell’associazione Bagliori di Luce, mentre ha moderato l’incontro il giornalista Fiore Carullo.

Numerose sono state le domande degli alunni ai  relatori, prima e dopo la proiezione di parti di un film storico, ricavato da cortometraggi girati dal vivo, dai primi inviati di guerra. Nel corso della manifestazione, De Biase e la Aufiero hanno anche ricordato il sacrificio dei numerosi soldati Irpini caduti durante il conflitto.

La manifestazione si è conclusa con i saluti agli intervenuti da parte di Antonietta Raduazzo e i canti degli alunni preparati dai docenti dell’Istituto Benedetto Croce.

Al termine, il sindaco Lanza, ha affermato: “Veramente queste manifestazioni suscitano emozione, in particolare per la partecipazione dei ragazzi delle scuole. Mentre noi adulti abbiamo già affrontato nello studio questi avvenimenti, la loro partecipazione insieme a chi la storia l’ha vissuta in prima persona è sicuramente più emozionante che non leggerla dai libri. Queste manifestazioni sono importanti per recuperare la storia, perché nel 2016 ci sono rischi  più di quelli che hanno condotto alla catastrofe della Prima Guerra Mondiale e quindi è opportuno rinfrescare la memoria a chi oggi è giovane e fortunatamente non ha vissuto quei drammi“.