Venticano: a Striscia la Notizia il Premio Internazionale “Angelo della Pace”

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Si è svolta questa mattina, presso la sala conferenze dell’hotel Europa di Venticano, la cerimonia di consegna del Premio Internazionale “Angelo della Pace” assegnato dalla Fondazione “Rachelina Ambrosini” e giunto alla sua 18esima edizione. Quest’anno ad essere premiata è stata Striscia la Notizia, la celeberrima trasmissione televisiva, rappresentata per l’occasione dal suo inviato per la Campania, originario dell’Irpinia, Luca Abete. Il premio, consegnato dal Presidente, avv. Tommaso Maria Ferri, si ispira ai valori e allo spirito di Rachelina Ambrosini e vuole essere uno modo per dire grazie ad Abete e all’intera trasmissione di Striscia la Notizia costantemente impegnata per denunciare e far emergere situazioni di illegalità: si tratta di un programma televisivo in cui operano  tanti inviati che mettono anche a rischio la propria incolumità pur di combattere situazioni di inciviltà e lesive della dignità umana.Venticano

L’evento rientra nell’ambito delle “Giornate della Solidarietà e della Mondialità” ed è stato moderato dal giornalista dott. Andrea Festa. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Venticano dott. Luigi De Nisco, la Fondazione, che celebra il suo 45° anno di attività, ha presentato alcuni dei progetti che la vedono impegnata in tutti e cinque i continenti con iniziative pensate per educare e formare i giovani e per gestire tante situazioni di disagio umano e sociale.

La prima testimone a prendere la parola è stata Glenda Palmero Rivamonte che ha parlato della presenza della Fondazione nelle Filippine dove viene gestita una casa – La Casa degli Aquiloni – in cui sono accolti ed educati oltre 300 bambini: sono state messe in evidenza le difficoltà incontrate in un Paese caratterizzato dalle forti disuguaglianze sociali dove il tasso di mortalità infantile e per malnutrizione è altissimo, ma nonostante tutto si continua a lavorare per donare speranza e dignità agli ultimi della società.

Il secondo progetto di cui si è discusso prende il nome di “La Culla di Cinzia”. Il tutto ha avuto inizio con un percorso missionario avviato nel 2013 a favore del Sud Sudan, una delle nazioni più povere e martoriate dell’Africa Centrale: qui la mortalità per parto raggiunge percentuali che superano di gran lunga quelle già allarmanti degli altri Paesi africani e per questa ragione la Fondazione ha deciso di aprire una scuola per ostetriche. Di recente, poi, grazie all’entusiasmo e all’intraprendenza di una ragazza di Venticano, Cinzia Colarusso, è stato possibile acquistare un’incubatrice per i bambini nati prematuri, donandola ad una struttura sanitaria di Khartoum.

Gli altri due ambiti di intervento in cui l’istituzione benefica è attiva sono, in primis, l’accoglienza e la formazione dei migranti – un giorno alla settimana, per esempio, presso la sede di Venticano, si tiene un corso di italiano per immigrati provenienti da 11 nazioni differenti – e poi l’assistenza e l’integrazione dei diversamente abili con progetti mirati – è questo il caso di Alessandro, ragazzo di Cantalupo del Sannio in provincia di Isernia, il quale, insieme ad un tutor, ha la possibilità di entrare nella scuola del paese durante la ricreazione e di vivere insieme agli alunni le ultime ore di lezione rendendosi disponibile a cooperare in iniziative didattiche.