Venticano, ancora vandalismo urbano: distrutta l’insegna di ingresso al Parco “Tiziana Scarano”. Ora fuori i nomi

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Colpa di una società sbagliata sempre più complice ed omertosa o colpa della famiglia che oramai non c’è più? Chissà e non saremo di certo noi a scoprirlo. 

Di fatto, però, bisognerebbe tutti fermarsi un attimo a riflettere perché il fenomeno del vandalismo urbano, anche da queste parti, inizia a diventare una vera e propria emergenza sociale.

Negli ultimi tempi sono stati registrati decine di casi di reati contro il patrimonio. Escrementi dietro l’ingresso del Teatro comunale, il retro-distributore dell’acqua di Piazza Fontana ridotto ad un orinatoio, i gocciolatoi del Belvedere di piazza Verardi distrutti e lanciati in pieno giorno, di sotto, in strada e nelle fontane, decine e decine di segnali stradali divelti e piegati. E tutto senza che nessuno ne ha mai risposto di fronte alla legge. 

Ma com’è possibile che in piccolo comune come questo non siano stati individuati nemmeno in una circostanza i responsabili di questi ed altri raid vandalici? Come è possibile che ieri l’altro non siano stati individuati i ragazzini che hanno distrutto l’insegna all’ingresso al Parco intitolato alla memoria di Tiziana Scarano, nonostante il moderno impianto di videosorveglianza posizionato a poco più di cinque metri? 

Sono queste le domande a cui devono dare una risposta le Autorità preposte al controllo del territorio.

Noi, che siamo stanchi di sviluppare analisi sociologiche e psicologiche a livello individuale e di sistema sulle possibili cause che determino l’assunzione di comportamenti devianti come quello del vandalismo, crediamo invece che sia giunto il momento di fare i nomi e denunciare alle Forze dell’Ordine i responsabili per spezzare, quantomeno, il circolo vizioso che si alimenta anche attraverso l’emulazione. Ora basta!

È assolutamente necessario individuarli e sanzionarli in modo esemplare. Solo così avranno un senso le future tirate di orecchie, le campagne di prevenzione, di sensibilizzazione e tutto quello che i teorici ed i benpensanti amano raccontare. 

Non basta la buona volontà. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità perché il vandalismo non è un gioco, è un fenomeno complesso che richiede risposte adeguate prima che sia troppo tardi.