Vitulano, la responsabile del centro di accoglienza attacca Scarinzi: Si vergogni e si dimetta!

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VITULANO – Sulla questione immigrati di Vitulano è intervenuta Carmen De Lucia, responsabile del centro immigrati in via Carpineto/Castello.

“Allo stato attuale – scrive la De Lucia in una lettera inviata al sindaco Raffaele Scarinzi – non posso che constatare ancora una ripercussione in negativo all’immagine della nostra Cooperativa. La medesima, nel corso degli anni, ha acquisito notevole prestigio nel campo dei servizi al sociale e ha reso, sempre, prestazioni ai massimi livelli qualitativi presso altri luoghi della Regione Campania, senza mai essere stati esposti a problemi di questo tipo e di questa entità. In particolare mi riferisco all’esperienza/disavventura del centro di accoglienza di Vitulano.

Da quando abbiamo attivato il detto centro di accoglienza (si badi: in quanto vincitori di un regolare bando indetto dalla Prefettura) siamo stati esposti a notevoli disagi ed ostacoli Il caso più emblematico è quello perpetrato dall’attuale amministrazione comunale, la quale pochi giorni or sono dispose di bloccare l’accesso, al centro di accoglienza, frapponendo un enorme cumulo di terra all’ingresso della strada privata che ne garantisce l’accesso. Impedendo l’accesso ma al contempo anche la possibilità di uscire dal centro di accoglienza ai soggetti presenti per oltre 4 – 5 ore. Come si definisce giuridicamente un atto del genere? Sindaco Scarinzi, lei è un avvocato, lo dovrebbe sapere bene.

I bisogni della cittadinanza, a mio modesto parere, sono tutt’altri.

Provo a suggerire – continua la De Lucia – di ripristinare la viabilità e la pulizia della strada di cui ne fu bloccato l’accesso, essendo parecchio sporca di detriti e spine, per la parte di pertinenza comunale. Tutt’ora, tra l’altro, il tratto della strada privata è ancora sporca dei cumuli di terra e detriti scaricati a seguito della decisione di bloccare la strada. La cittadinanza che rappresenta, esposta anche al clamore mediatico, non ha fatto una “bella figura” essendo stato fatto passare l’errato messaggio di “intolleranza” nei confronti degli immigrati, a dispetto dei moltissimi cittadini di Vitulano certamente favorevoli all’integrazione e all’accoglienza.

Ma alcune, legittime, domande – sottolinea la De Lucia – mi sovvengono alla mente. Come mai gli stabili dove risiede lo Sprar appartengono allo zio del sindaco? Come mai la direttrice del centro è la cugina del sindaco? Perché il sindaco dichiara di avere in carica allo Sprar 40 immigrati? Ne sono solo 18! Troppe bugie: e le bugie, si sa, hanno le gambe corte.

Eppure il sindaco nel suo programma elettorale prometteva “di elevare la dignità a favore delle persone e favorire la crescita delle famiglie alle soglie del terzo millennio, migliorando i rapporti interpersonali e lo spirito di solidarietà!” In che modo sindaco? Con cumuli di terra? Quale solidarietà? Che brutto esempio è stato dato, al paese e soprattutto ai giovani. Un primo cittadino deve dare l’esempio di civiltà.

E’ dal maggio 2016 che il nostro centro di accoglienza risulta continuamente esposto alla scure di una burocrazia incessante, bizantina e capziosa. Voglio riferire che la Prefettura prima dell’affidamento, come da prassi, ci ha sottoposto all’antimafia e che il nostro bellissimo stabile è dotato di tutti i requisiti necessari per accogliere oltre 30 persone. Ma la cosa più grave e che mi fa più male è che i 3 ospiti, che sono alloggiati nel centro, hanno paura di uscire perché hanno intuito, e in cuor loro sanno, che in questo paese c’è qualcuno che non li vuole. Sono poveri ragazzi di 20, 21 e 24 anni lontani da casa loro, sfuggiti dalla guerra e alla morte certa. Come si sentirebbe, Scarinzi, se quelli fossero figli suoi? Se fossi al suo posto, proverei un po’ di vergogna a fronte di quanto accaduto.

Ora – conclude la responsabile – voglio porre un quesito al sindaco. Chi dovrei licenziare per far fronte alle tante difficoltà economiche e per i danni che stiamo subendo? Chi devo licenziare dei 5 operatori che lavorano in quel centro? Un ragazzo disabile? Un giovane padre di famiglia con un bimbo piccolo e un altro in arrivo? Una donna vedova con tre figli piccoli? Sindaco, chi devo licenziare? Mi risponda se ha il coraggio! Provo tuttavia a suggerirle una risposta: provi lei a licenziarsi, si dimetta da sindaco per il bene della cittadinanza e dell’integrazione”.