We are in Champions. Napoli corsaro a Bologna, riecco l’Europa che conta

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BOLOGNA – The Champioooooons! L’urlo feroce del San Paolo riecheggerà anche il prossimo anno. La vittoria di Bologna ha dato la matematica certezza della partecipazione del Napoli, per la seconda volta in tre anni, alla massima competizione europea.

Un traguardo ambito e meritato. Inseguito e difeso dal ritorno di un Milan che le ha vinte praticamente tutte, a parte, appunto, lo scontro diretto con gli azzurri di Mazzarri. Che si sono dimostrati meritevoli della piazza d’onore, alle spalle di una Juve inarrestabile e a cui va riconosciuta (l’abbiamo fatto in tempi non sospetti) una superiorità schiacciante. Il Napoli di ieri, però, ha giocato da grande squadra. Bologna non è un campo facile, tutt’altro. Pioli e la sua squadra sono la bestia nera dei partenopei. Vedere Kone è come trovarsi di fronte ad una strega da scacciare. 

A ciò si aggiunga che i rossoblù venivano da un 6-0 rimediato all’Olimpico contro la Lazio: il loro avvio – energico, falloso, impulsivo e spesso violento – era facilmente prevedibile. Il primo intervento scomposto è di Gilardino, che apre le ali sbattendo sul volto di un ottimo Rolando (facciamoci un pensierino, questo giocatore non è un caso né una meteora). Poi è Diamanti, seguito a ruota da Taider. Bologna fin troppo aggressivo ma il Napoli è gruppo, e sa difendersi. Sa però anche venire fuori con giocate di alto livello: i tagli di Insigne (preferito a Pandev) per Maggio sono di eccellente fattura, mentre il solita asse Zuniga-Hamsik, dall’altro lato, perde qualche colpo, conservando tuttavia la propria pericolosità.

Il Napoli va vicino al vantaggio un paio di volte, e sempre con traversoni dall’esterno: prima è Dzemaili a “centrare” senza beccare Cavani, poi è lo stesso Matador a sevire una palla un po’ troppo lunga per il breve e accorrente Insigne. Testimonianze di una superiorità, sancita dagli zero rischi corsi in difesa, se si eccettua qualche piazzato velenosissimo, calciato dal piedino delizioso di Diamanti. Bisogna attendere la seconda frazione perché la grande squadra venga fuori e faccia esplodere i cinquemila partenopei che ormai hanno fatto di Bologna una seconda casa, tappa e crocevia di ogni intenso finale di stagione. La prima rete (8′) è frutto della caparbietà del campione: Hamsik decide di non chiudere un semplice triangolo che avrebbe messo in porta Dzemaili, ma decide che è arrivato il momento del ko. E allora: controllo di destro, conclusione immediata e violentissima di sinistro e Napoli in vantaggio.

Il Dall’Ara diventa una bolgia. Azzurra, ovviamente. Il Napoli prende il comando del gioco senza offrire spazi agli avversari. Perché il paradosso di questa squadra è che il pallino del gioco ce l’ha quando lo lascia in mano agli avversari. Chiusure, ripartenze e zampate letali. Cannavaro chiude sulla trequarti, lancia benissimo Insigne, che si accentra e serve Cavani. Il filtrante è leggermente lungo, ma il Matador va ad allungare la sfera e prendersi un sacrosanto rigore, che egli stesso trasforma, in maniera identica a quello di domenica sera contro l’Inter. Ventisettesimo sigillo, sono terminate le parole.

Ma non basta, perché il doppio vantaggio, si sa, nel calcio è un risultato infame. Ti fa rilassare, ed è un attimo che gli avversari tornino in partita. Ma questo non accade, perché il Napoli è compatto, lotta, ringhia. Spezza le trame avversarie e riparte. Il Matador cerca l’assolo, portandosi avanti la sfera regala un assist involontario a Dzemaili, che di sinistro trafigge ancora Stojanovic. E’ il giusto premio per un ragazzo che nelle ultime gare è stato davvero decisivo, a partire dalla tripletta di Torino. Ed è l’apoteosi per gli azzurri in curva, che intonano cori di amore verso i propri colori.

Il futuro è incerto: allenatore e capocannoniere sono in bilico più che mai. Ma da ieri siamo ufficialmente e nuovamente nell’Europa che conta. Possiamo dire loro soltanto una cosa. Grazie.

LE PAGELLE

DE SANCTIS – 6,5 In netta ripresa rispetto a qualche settimana fa. Va a prendere (e bloccare) una pericolosa conclusione di Diamanti. Attento sui calci da fermo e sui palloni bassi.

ROLANDO – 6,5 Qualcuno gli ha già fatto terminare l’avventura napoletana, ma la prestazione di ieri (qualche errore c’è stato, è chiaro) pone qualche dubbio sul suo futuro. Anticipo, colpo di testa, esperienza. E un fisico invalicabile. 

CANNAVARO – 7 Ottima prestazione: oltre a quella agonistica, valido è stato il suo apporto ad inizio gara, discutendo con l’arbitro e facendo rispettare i nostri colori dagli avversari. Da incorniciare l’anticipo e il successivo lancio per Insigne, da cui scaturisce la seconda rete.

BRITOS – 6,5 Un muro di testa, è forse un po’ nervoso perché si trova contro la sua ex squadra. Si concede qualche lusso che in difesa si potrebbe evitare, ma gli va bene.

MAGGIO – 6+ Sembra in ripresa. Ha di nuovo gamba, velocità e progressione. Mette più volte Morleo in seria difficoltà.

DZEMAILI – 7,5 Un’altra prestazione di qualità e quantità. Fisico e tecnica, forza e visione di gioco. E la settima rete in campionato. Sta scrivendo un finale di stagione superbo.

BEHRAMI – 6 Il tempo di dare qualche (utile) legnata che la sua caviglia sinistra cede. (21′ p.t. INLER – 6,5 Non ha il ruolo che copre Behrami, ma cerca di interpretarlo al meglio. Dopo qualche sbandamento iniziale – a freddo – prende in mano la manovra e gestisce con saggezza.)

HAMSIK – 8 Superlativo. Nella sua mente è scoccato qualcosa, perché un altro Marek avrebbe restituito il pallone a Dzemaili. Invece decide che bisogna passare in vantaggio e che il timbro dev’essere il suo. Quando tocca la sfera (sempre) è essenziale, ma divinamente efficace. (32′ s.t. EL KADDOURI – S.V.)

ZUNIGA – 7 Solita gara all’insegna dello spettacolo combinato all’efficacia. Da strabuzzarsi gli occhi una sua azione, palla al piede nel primo tempo, che lascia sul posto tutti gli avversari. Rinnovare, please.

INSIGNE – 7 Geniale. Aperture da architetto per Maggio, conclusioni un po’ meno pericolose. Ma sa dove e come giocare, come approcciare una gara pericolosa e come risultare decisivo. Leggasi filtrante da paura per Cavani. (24′ s.t. PANDEV – 6 Ottime giocate, difende, apre e danza. Sembra giocare quasi con leggerezza, tanta è la sua padronanza del pallone.)

CAVANI – 8 In una gara dove non si vede tantissimo, riesce a lasciare la propria impronta, procurandosi e realizzando un rigore. Forse andrai via, Ma t’ador.

MAZZARRI – 8 Squadra compatta, che chiude e archivia la pratica in 14 minuti. Gli va dato atto di tante cose, in ultimo del coraggio e dei risultati nel togliere Inler per inserire Dzemaili.