Marocco in lutto: il sisma più violento negli ultimi 50 anni

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Il Marocco è in lutto, colpito dal più violento sisma del Nord Africa degli ultimi 50 anni  (nella notte tra giovedì e venerdì con magnitudo 6,8 nella scala Richter).

Alle ore 23:11,circa, l’asfalto comincia a gonfiarsi e chi ancora in strada affretta il passo per cercare riparo, mentre le pareti delle case tremano. Carlo Meletti, sismologo dell’Ingv evidenzia :”E’ stato un movimento di compressione generato dalla spinta della placca. Una sismicità storica, un terremoto che fa parte della sismicità che caratterizza tutti i monti dell’Atlante. L’altra si trova lungo la costa mediterranea, dove nel 1624 a Fez è avvenuto un altro terremoto devastante”.

Le operazioni di soccorso sono state complicate, le squadre hanno avuto ed hanno difficoltà a raggiungere le aree più colpite. Si contano 2000 morti, e altri centinaia di feriti, e si cerca ancora per estrarre eventuali sopravvissuti, in loco ci sono, anche, centinaia di Italiani e turisti in viaggio, questo perché Marrakesh è una delle mete turistiche più gettonate (risorsa principale economica del Paese). Monumenti storici di grande importanza sono crollati , compreso il nucleo più antico della città, Moschee, mura ed edifici. Tutto questo avrà delle ripercussioni nel turismo e nell’economia del Paese? E’ presto per saperlo.

Come avviene un terremoto?

La crosta terrestre, che è la parte più superficiale del pianeta, è suddivisa in tante piccole placche, ogni placca ha dei contorni ben definiti, in generale i terremoti si generano lungo i limiti delle placche tettoniche, ovvero, accade lungo i margini, perché muovendosi tra di loro possono fare essenzialmente tre cose:                                                          scontrarsi ( zone compressive);
allontanarsi ( zone distensive);
strusciarsi l’una contro l’altra ( zone trascorrenti).

In queste tre zone si formano delle faglie, ovvero, le rocce si spaccano e i due blocchi si muovono uno relativamente all’altro, il movimento di una faglia genera un terremoto. Nelle zone complessive si formano faglie che si chiamano faglia inversa, ovvero i due blocchi si accavallano, nelle zone distensive invece, i due blocchi si muovono allontanandosi e nelle zone trascorrenti, si muovono lateralmente.