Israele e Palestina: cosa sta succedendo nelle ultime ore?

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Il persistente conflitto tra Israele e Palestina continua a generare tensioni e preoccupazioni globali. Gli scontri recenti hanno portato ad un aumento delle vittime civili . Le organizzazioni internazionali esortano al dialogo per una soluzione pacifica, mentre la comunità internazionale è divisa su come affrontare la situazione. Le radici storiche e le rivendicazioni territoriali alimentano la complessità della questione. Mentre alcuni paesi sostengono apertamente una delle parti coinvolte, altri chiedono un impegno multilaterale per raggiungere una pace duratura. La ricerca di una soluzione equa e sostenibile rimane una sfida urgente.
Ma qual è oggi la situazione ?
L’esercito Israeliano ha spostato le sue truppe meccanizzate e corazzate sul confine della Striscia di Gaza, mentre unità speciali hanno continuato i rastrellamenti e i controlli nel territorio Israeliano, alla ricerca di incursori di Hamas. A partire dal 10 ottobre 2023 la battaglia si è spostata sul territorio della Striscia di Gaza con continui bombardamenti da parte di aviazione ed esercito Israeliano che cercano di colpire gli obiettivi militari di Hamas, situati dentro una zona densamente abitata da civili
Il 16 novembre l`esercito israeliano ha portato avanti la sua operazione nell`ospedale Al Shifa, il più grande della Striscia di Gaza, per annientare infrastrutture strategiche di Hamas.
“I bulldozer israeliani hanno parzialmente distrutto l`ingresso meridionale dell`ospedale, vicino al reparto maternità”, ha affermato il Ministero della Salute di Hamas.
Affermando che decine di persone sono morte nella notte tra il 15 e il 16 novembre a causa dei raid aerei israeliani. Secondo le autorità di Hamas, l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza ha causato finora la morte di 11.500 persone, tra cui 4.710 bambini. L’attacco, senza precedenti, di Hamas in territorio israeliano del 7 ottobre ha invece causato circa 1.200 vittime in Israele.
Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), dall’inizio del conflitto 1,65 milioni di abitanti della Striscia di Gaza su un totale di 2,4 milioni sono stati costretti a lasciare le loro case. L’assedio totale imposto da Israele alla Striscia di Gaza a partire dal 9 ottobre priva la popolazione di acqua, cibo, medicinali ed elettricità, mentre gli aiuti umanitari arrivano a rilento attraverso il valico di Rafah, al confine con l’Egitto. Nonostante una prima consegna di circa 23mila litri di carburante, avvenuta il 15 novembre, le Nazioni Unite hanno avvertito che le loro operazioni nella Striscia di Gaza sono “sull’orlo del collasso”.