Produrre mattoncini con la plastica riciclata: Lego cambia idea

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L’azienda danese “Lego” abbandona definitivamente l’idea di produrre i suoi celebri mattoncini utilizzando plastica di bottiglie riciclate.

“The Lego Group” (il cui marchio viene reso graficamente come LEGO) nasce nel 1932 e ad oggi è dichiarata la maggiore azienda produttrice di giocattoli al mondo.

L’obiettivo da parte di Lego di trovare alternative più sostenibili nasce già dal 2012. Negli ultimi anni ha testato più di 200 materiali alternativi all’ABS, tra cui plastiche prodotte completamente o in parte con biomasse vegetali, che derivano cioè da prodotti come la canna da zucchero, l’amido di mais o gli scarti alimentari. Nel 2021 poi aveva avviato un progetto per sperimentare la produzione dei mattoncini a partire dalle bottiglie di polietilentereftalato riciclato (più noto come PET riciclato o RPET).

Oggi l’azienda fa dietrofront: ad annunciarlo è l’amministratore delegato del gruppo al Financial Times che avrebbe spiegato come: “La plastica riciclata scelta per produrre mattoncini emette maggiori quantità di carbonio di quelle emesse dai materiali attualmente in uso”.

Al momento dunque, non c’è nessuna svolta green per la casa produttrice, anche se è in porto un progetto per migliorare l’impronta di carbonio dell’Abs attualmente in uso. L’ABS è un materiale solido e durevole, che permette di incastrare e staccare facilmente i mattoncini LEGO, e soprattutto ne mantiene il colore e la forma a lungo nel tempo. La plastica riciclata è meno robusta dell’ABS e per risultare altrettanto durevole dovrebbe essere mischiata con altri ingredienti. Questo comporterebbe, dunque, un effetto controproducente: maggiore dispendio di energia per la lavorazione e per l’asciugatura dei materiali. Un altro impegno prefissato per Lego entro il 2025, è quello di eliminare le confezioni di plastica monouso utilizzate per impacchettare i mattoncini e sostituirle con imballaggi di carta.

Si aspettano, dunque, nuovi riscontri dall’azienda.