Momenti di paura per l’ennesima scossa di terremoto avvenuta ai Campi Flegrei durante la serata di ieri, 2 ottobre 2023, questa volta di magnitudo 4.0.
Il sisma è stato avvertito distintamente anche a Napoli. Molte le persone in strada, con le valigie accanto. Sono proseguite nella notte le verifiche sulla stabilità degli edifici, sia pubblici che privati.
A seguito della scossa non si sarebbero registrati danni, ma il terremoto avrebbe dato il via a un nuovo sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei, seguito da scosse di intensità molto inferiore. “Le energie in gioco stanno aumentando, ma non c’è ancora nessun segnale di risalita del magma in superficie – ha spiegato Roberto Isaia, dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – anche se non si può escludere che a diversi chilometri di profondità non ci sia qualche movimento di piccole quantità di magma”.
Sul sito del dipartimento della Protezione Civile è online la mappa interattiva della zona rossa e gialla per il vulcano Campi Flegrei. La prima è l’area per cui l’evacuazione preventiva è, in caso di “allarme”, l’unica misura di salvaguardia per la popolazione. La seconda è l’area, esterna alla zona rossa, che in caso di eruzione è esposta alla significativa ricaduta di ceneri vulcaniche.
I Comuni considerati zona rossa sono i seguenti: Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, per intero; parte dei Comuni di Giugliano in Campania, di Marano di Napoli e alcune municipalità del Comune di Napoli. Nell’area vivono circa 500mila abitanti.
Nella zona gialla ricadono i Comuni di Villaricca, Calvizzano, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Melito di Napoli e Casavatore e 24 quartieri del Comune di Napoli. Nell’area vivono oltre 800mila abitanti.
Il piano di evacuazione comprende due fasi:
- Nel caso di “Preallarme” le persone che vogliono allontanarsi possono farlo ma solo autonomamente. Potranno trasferirsi presso una sistemazione alternativa (es. seconda casa, da parenti o amici, casa in affitto) ricevendo un contributo economico da parte dello Stato;
- Nella fase di “Allarme” tutta la popolazione deve lasciare la zona rossa e può scegliere di farlo in modo autonomo o assistito. Il tempo complessivo stimato per questa operazione è di 72 ore (3 giorni): nelle prime 12 ore si permette alle persone di prepararsi e si predispongono le necessarie misure di regolazione del traffico; nelle successive 48 ore inizia la partenza contemporanea ma cadenzata della popolazione da tutti i Comuni della zona rossa; le ultime 12 ore sono un margine di sicurezza per la gestione di eventuali criticità.
Per chi sceglie di essere assistito è stato definito uno schema di gemellaggio che prevede il trasferimento della popolazione dei Comuni in zona rossa nelle Regioni e Province autonome italiane. In questo caso, lo spostamento assistito delle persone dalle “Aree di attesa” alle “Aree di incontro”, avverrà con pullman messi a disposizione dalla Regione Campania. Il loro successivo trasferimento verso i “Punti di prima accoglienza” nei territori gemellati è previsto con modalità diverse (pullman, treni o navi) a seconda delle destinazioni.
Per chi decide di spostarsi autonomamente, con il proprio mezzo di trasporto, dovrà seguire solo i percorsi stradali di uscita dalla zona rossa stabiliti nel Piano di allontanamento. Chi sceglie la sistemazione alternativa fornita dallo Stato dovrà proseguire verso i “Punti di prima accoglienza” individuati nelle Regioni e Province autonome gemellate; in alternativa chi sceglie di ricevere il contributo di autonoma sistemazione potrà proseguire verso la sistemazione alternativa individuata autonomamente







