Irpinia, trekking delle 7 fontane: un’esperienza di immersione totale nella natura.

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Dal mese di aprile fino a settembre è possibile per raggiungere i 1400 metri di altitudine e scoprire i luoghi dove si originano le acque che danno vita alle Sorgenti del Sele e che alimentano l’Acquedotto Pugliese, uno degli acquedotti più lunghi del mondo.

La principale caratteristica di questo percorso di trekking è la ricchissima presenza di acqua lungo il tragitto, le 7 fontane storiche, che garantiscono refrigerio e possibilità di non doversi portare con sé, una grande quantità di acqua.

Inoltre durante il percorso, si incontra una differente vegetazione: dai querceti ai castagneti del primo tratto, alle faggete e alle abetaie nella zona più alta. Ci si trova, quindi, ad ammirare differenti specie di flora e, con un po’ di fortuna, anche di fauna in pochi km.

L’area della partenza appena sopra la Piazza Sanità, all’estremità del lungo corso centrale che attraversa il paese, è particolarmente pittoresca ed è il punto più basso di tutto il cammino corrispondendo all’ altezza di 415 m s.l.m. Qui il verde è dominante e la natura conserva la sua incontaminata identità; le acque delle sorgenti carsiche con una portata di 4000- 5500 litri al secondo, alimentano l’acquedotto più lungo del mondo, noto come Acquedotto Pugliese, che serve l’intera regione Puglia e ben 260 comuni.

L’intero tracciato è di 18 km percorribile in circa 8 ore.

Nell’ area Saure troviamo la prima fontana, nota come “Fontana r’ lu Pignuolu”; si sale così in maniera ripida per raggiungere la seconda fontana, ovvero quella di “San Biagio” posta a 620 metri di altitudine; la terza fontana, situata ad un’altezza di 675 metri, è quella del “Serracino”.

Il percorso continua attraversando il pianoro della Castagneta e prosegue per raggiungere la Fontana del Cerasuolo (908 m). Proseguendo la sterrata, si raggiunge il fontanile in località “Mauta”, a 1150 metri di altitudine, si passa il rifugio della forestale e salendo verso nord si giunge al punto panoramico dei Lagarelli, dove è possibile ammirare tutta l’Irpinia a nord insieme al Matese ed alla lontana Maiella; Il sentiero prosegue verso destra per raggiungere il piano di Santa Maria per poi giungere alla “Fossa r’ Masi”: in tale luogo il fenomeno del brigantaggio fu protagonista nel 1800, la storia è lì descritta e rappresenta il punto più elevato dell’escursione (1400 m S.lm.).

Ora il panorama è nuovamente, e ancor più, spettacolare: il Cervialto, con i suoi 1809 metri di altitudine, appare nella sua bellezza e grandiosità proprio dinnanzi. A sud, la vista sulla Valle del Sele, fino agli Alburni ed al Cilento, con il Cervati ed il Pollino (Calabria) in evidenza, regalano un’immersione a 360 gradi nella natura e nella montagna.

Da qui inizia la discesa: un tratto di 200 metri, totalmente scoperto dagli alberi, porterà ad un’abetaia, un luogo mistico e selvaggio ove si trova uno storico albero di ciliegio (“Cerasu r’ Don Peppe“), con enormi radici, di oltre 100 anni, quasi unico in Italia a quella quota (1200 m S.l.m). Passando per un accogliente e verde  altopiano (Piano Pollaro) si scende verso la fontana di “Carmn’ edda” posta a 1100 m S.l.m per poi proseguire sulla sterrata che scende a 975 metri di altitudine dove si trova la “Fontana di Canale”. Da questo punto si prosegue su una strada in forte discesa per il punto panoramico su Caposele-Materdomini posto a 640 metri d’altezza.

Un’esperienza davvero unica.